Pazzi Scatenati: Home Edition

Come sempre ci lamentavamo dei nostri lavori e come sempre abbiamo finito per dire delle cose banali. T. ha detto Certo che tu stai a vendere i fiori, Federico la frutta, io sto dal parrucchiere, con quello che potremmo fare. Poi però dicono che quelli dell’età nostra non hanno voglia di lavorare.
Io ho detto Uno la voglia ce l’ha pure ma non è che con la voglia ci si paga l’affitto.
Banalità anche tendenziose, perché per quanto mi riguarda in questo momento non ho nessun affitto da pagare.
T. ha detto E basta con questa stronzata di pagare la gente in visibilità, allora ha aperto Facebook e ha trovato uno status di Federico che chiedeva alla casa editrice Voland di essere pagato per un lavoro svolto tredici mesi prima.

Full disclosure: questa storia è vera e Federico di Vita è veramente mio amico, nonché l’autore di un libro (Pazzi scatenati, che ha vinto addirittura un premio che prima era in denaro e adesso non lo è più perché in Italia non paga nessuno) sulla piccola e media editoria indipendente romana, squattrinata e sgangheratissima, il quale ci si potrebbe figurare come individuo smaliziato e ormai attento e scaltro nell’evitare di farsi fregare dalla stessa. Ma vatti a fidare di quello che sta scritto sui libri.

Nonostante vari solleciti non mi risulta ancora il pagamento, quando pensate di provvedere? chiedeva Federico.
La domanda ha scatenato, come prevedibile, una serie di commenti a volte allarmati, a volte sconsolati, a volte esilaranti, a volte stronzi, e ha ottenuto un paio di risposte da Daniela Di Sora, Voland in persona, che si commentano da sole. (Qui sotto si trova tutto, cliccando le immagini si ingrandiscono).

L’unica cosa che vorrei sottoporre all’attenzione di persone più intelligenti di me è questa: siamo o no di fronte a un paradosso?
Il pianto mio e di T. (nessuno è disposto a pagare per il tipo di lavoro che vorremmo fare) e quello di Di Sora (in Italia non paga nessuno) si riducono allo stesso annoso problema: i soldi che non ci stanno, la Crisi™, etc. Sia noi che lei opponiamo la stessa voglia di fare alla stessa resistenza a pagare. Noi vorremmo essere redattori, scrittori, meglio-che-lavoratori di professione. Lei vorrebbe dirigere una casa editrice indipendente, coraggiosa, di qualità. E ecco il paradosso: noi facciamo i fiorai, i fruttivendoli, i parrucchieri; lei dirige una casa editrice indipendente, coraggiosa, di qualità.
Come è possibile?
Voglio dire, il come è piuttosto chiaro: il sistema Voland è spiegato candidamente dalla stessa Di Sora in questa intervista, in cui dice di aver potuto pagare solo tre persone (due redattrici e un social media manager) e di aver contato sul lavoro di collaboratori esterni ai quali raramente è stato corrisposto un salario (che spesso è strategicamente basso per scoraggiare i ricorsi. Il meccanico ha chiesto a mio zio quaranta euro tramite un avvocato, ma chi scomoderebbe i legali per i duecento euro della correzione di bozze?) Dunque una girandola di neolaureati in scienze umanistiche e la speranza mai sopita di vedere schizzare alle stelle le vendite dei libri (una speranza, come nota Francesco Rende nei commenti all’intervista, tanto realistica quanto quella che il gatto che scava la buca nella lettiera per cagare trovi il petrolio): questo è il come.
Quello che chiedo è: come è possibile? Se io ho voglia di comprarmi una grattachecca ma ho lasciato il portafogli a casa non me la compro. Come è possibile che una casa editrice senza portafogli mangi tutte le grattachecche che vuole? È che io la voglio solo perché sono disidratato o ho caldo o ho un calo di zuccheri, mentre lei la vuole perché deve nutrire il suo spirito (io allora, come fanno notare certi intervenuti nel thread su Facebook, sarei il responsabile della deriva Fabio Volo, solo per aver voluto che una grattachecca venisse pagata)? Se vogliamo tutti e due la stessa cosa, se la nostra volontà è la stessa, come è possibile che uno torni a casa a mani vuote e l’altro no? È perché uno torna a casa e basta e l’altro tornando a casa fa un salto all’agenzia immobiliare per vedere a che punto è la vendita della sua altra casa?
Veramente non mi so rispondere. Del resto, non ci sono filosofi tra i commercianti.

Nota: tra il file voland16 e il voland16bis scompaiono gli interventi di Francesco Rende.

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